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Quando lo svezzamento lo impari anche tu

La mia esperienza da mamma (con tutte le sue contraddizioni)

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Quando è arrivato il momento dello svezzamento per mio figlio, ero "preparata".

Non solo avevo letto libri, partecipato a corsi, ascoltato decine di testimonianze…

Avevo anche frequentato una formazione per diventare consulente alimentare per BLW e autosvezzamento.

Insomma: avevo in mano una valigetta piena di teoria.


Eppure, quando è arrivato quel momento delicato, da mamma, ho fatto la scelta che sembrava più rassicurante:

Mi sono affidata alla pediatra che mi stava seguendo, e ho iniziato uno svezzamento tradizionale.


Pappe. Omogeneizzati. Cucchiaini.


Solo che… mio figlio non ci stava.

Non accettava il cucchiaino.

Non voleva saperne di pastina o di pappine lisce e perfette.

Ogni tentativo era uno sforzo, un momento di frustrazione reciproca.

Io, che sapevo tante cose, mi sentivo abbandonata, persa, sbagliata.


Quelle conoscenze, in quel momento, sembravano solo aumentare il mio senso di inadeguatezza.


Così, dopo settimane faticose, ho deciso di ascoltare quella voce dentro di me che diceva:

“C’è un’altra strada. Fidati.”


Ho cambiato pediatra.

Ne ho scelta una che fosse aperta all’autosvezzamento.

E piano piano, senza forzature, ho cominciato a seguire mio figlio.


Niente più cucchiaini imposti, niente più ansia da grammatura.

Solo osservazione, presenza, fiducia.


Ci è voluto tempo. Non è stato un passaggio immediato.

Ma oggi, a 10 mesi, mio figlio mangia tutto quello che mangio io – con le dovute eccezioni, ovviamente (niente sale, zuccheri raffinati, alimenti proibiti).

Ogni pasto è una scoperta. Una curiosità. Una piccola esplorazione.


E oggi, dopo averlo vissuto sulla mia pelle, capisco davvero quel concetto che tante volte avevo ripetuto ad altre mamme:


> Ogni bambino ha i suoi tempi. Ogni mamma ha il diritto di cambiare idea. Ogni famiglia trova il suo equilibrio.


Cosa ho imparato?


Che la teoria non basta, se non è accompagnata da ascolto.


Che nessun approccio è perfetto, se non tiene conto del bambino reale davanti a te.


Che le competenze si costruiscono anche attraverso l’esperienza, l’errore, il dubbio.


Che il mio istinto materno, se nutrito di rispetto e informazioni buone, è un alleato prezioso.



Oggi accompagno tante mamme nel loro percorso alimentare con i figli.

E lo faccio con uno sguardo diverso: quello di chi è passata per la frustrazione, per la confusione, per la fatica di sentirsi sola nonostante “sapeva tutto”.


Se ti senti inadeguata, non sei sbagliata.

Stai solo imparando insieme a tuo figlio.

E questa è la cosa più preziosa che puoi fare.




💬 Ti ritrovi in questo racconto?


Scrivimi, raccontami la tua esperienza.

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